Archivio per giugno 2011

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A walking contradiction

16/06/2011

Lo spirito umano, tuttavia, quante altre volte bisognerà ripeterlo, è il luogo prediletto delle contraddizioni, né del resto si è osservato ultimamente che prosperino o semplicemente abbiano condizioni di esistenza possibili al di fuori di esso.

(José Saramago, Tutti i nomi)

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Pelle

12/06/2011

Il Signor José guarda il soffitto e gli domanda, Che cos’altro posso fare, e il soffitto gli risponde, Niente [...] la credenziale è falsa e sarà meglio per te non usarla, non vorrei essere nella tua pelle se uno di questi giorni ti colgono in flagrante, Nella mia pelle non ci potresti essere, tu sei solo un soffitto di stucco, Sì, ma anche quello che vedi di me è una pelle, e d’altro canto la pelle è tutto quanto vogliamo che gli altri vedano di noi, sotto la pelle neanche noi stessi riusciamo a sapere chi siamo, Nasconderò la credenziale, Al tuo posto la straccerei o la brucerei, La conserverò con le carte del vescovo, dove la tenevo, Fai un po’ tu, Non mi piace il tono con cui lo dici, mi suona di malaugurio, La saggezza dei soffitti è infinita, Se sei un soffitto saggio, dammi un’idea, Continua a guardarmi, a volte se ne cava qualcosa.

La voce che avvertiva dentro di sé adesso gli diceva cose tipo questa, Amico, non aver paura, l’oscurità in cui ti ritrovi qui non è maggiore di quella che c’è dentro il tuo corpo, sono due oscurità separate da una pelle, scommetto che non ci avevi mai pensato, non fai che trasportare da un lato all’altro un’oscurità, e questo non ti spaventa, poco fa ci è mancato poco che ti mettessi a urlare solo perché hai immaginato dei pericoli, solo perché ti sei ricordato dell’incubo di quando eri piccolo, mio caro, devi imparare a vivere con l’oscurità di fuori come hai imparato a vivere con l’oscurità di dentro, adesso alzati, su, per favore.

(José Saramago, Tutti i nomi)

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Mettere un certo ordine nel mondo

08/06/2011

Persone così, come questo Signor José, le incontriamo dovunque, occupano il proprio tempo o il tempo che credono gli avanzi dalla vita a raccogliere francobolli, monete, medaglie, vasi, cartoline, scatole di fiammiferi, libri, orologi, magliette sportive, autografi, pietre, pupazzetti di terracotta, lattine vuote, angioletti, cactus, libretti d’opera, accendisigari, penne, gufi, cassette di musica, bottiglie, bonsai, dipinti, boccali, pipe, obelischi di cristallo, papere di porcellana, giocattoli antichi, maschere di carnevale, probabilmente lo fanno per qualcosa che potremmo definire angoscia metafisica, forse perché non riescono a sopportare l’idea del caos come principio unico che regge l’universo, e perciò, con le loro deboli forze e senza l’aiuto divino, tentano di mettere un certo ordine nel mondo, e per un po’ di tempo ci riescono pure, ma solo finché possono difendere la propria collezione, perché quando arriva il giorno in cui questa si disperde, e quel giorno arriva sempre, o per morte o per stanchezza del collezionista, tutto ritorna all’inizio, tutto ritorna a confondersi.

(José Saramago, Tutti i nomi)

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