
A walking contradiction
16/06/2011Lo spirito umano, tuttavia, quante altre volte bisognerà ripeterlo, è il luogo prediletto delle contraddizioni, né del resto si è osservato ultimamente che prosperino o semplicemente abbiano condizioni di esistenza possibili al di fuori di esso.
(José Saramago, Tutti i nomi)
La gioia di trovare nella pagina nuova di un autore a lungo ammirato un’idea familiare, che noi abbiamo spesso intrattenuto. “Ehi, Saramago la pensa come me”.
Di questa gioia di lettore parlava già Pavese a proposito dei “pensieri già da noi pensati” (giusto per far meta-avvolgere su se stesso il gioco della citazione).
” Ma c’è una razza che non accetta gli alibi,
una razza che nell’attimo in cui ride
si ricorda del pianto, e nel pianto del riso
una razza che non si esime un giorno, un’ora,
dal dovere della presenza invasata
della contraddizione in cui la vita non concede
mai adempimento alcuno, una razza che fa
della propria mitezza un’arma che non perdona. ”
Tu non sei di questa razza, perchè fai della contraddizione un alibi, della mitezza un lenzuolo troppo corto che ti lascia ridicolmente scoperti i piedi. Non conosci la reale contraddizione perchè non la vivi.
E il biglietto scritto prima di morire da Pavese: cazzo, un po’ di rispetto per chi ha vissuto!
Pavese ci ha lasciato pagine bellissime piene delle confessioni di un uomo vile (cioè tutte le volte che nel Mestiere di vivere parla delle proprie relazioni sentimentali).