
Cima da Conegliano
31/08/2011Non potremo ricordarci tutto di questa concitata estate, dei suoi litigi urlati tra passeggeri e conducente, delle manovre laboriose infilate proprio sotto gli occhi dei vigili. Ma qualcuna delle curve più azzardate resterà nella nostra memoria, questo è certo.
Per un governo italiano, quando si arriva alle politiche finanziarie, l’idea di fare cassa rifiutandosi di pagare le pensioni è classica quanto un “passiamo col rosso, tanto l’incrocio è vuoto”. Non bisogna esser dei geni, verrebbe in mente anche all’ultimo vicecapogruppo. Invece “abolire il valore degli anni di studio universitario o di servizio militare per il raggiungimento dell’età pensionabile”, questa è nuova. Bravo Ministro, davvero una grande idea! Abolirne il valore per il futuro e per il passato, cioè annullare anche i riscatti pensionistici già pagati a caro prezzo dai cittadini: giusto! Questo si chiama ben governare.
Tra le cose che non dimenticheremo di questo agosto di lotta e di governo, insomma, c’è l’acuta trovata del ministro Maurizio Sacconi da Conegliano, detto “cima”.
(Nelle immagini, una simulazione dei possibili effetti della misura di Cima da Conegliano)

Il disappunto di Davide nel vedere vanificato il suo lungo servizio militare ha potuto sfogarsi solo con un gesto di estrema violenza.
Molti anni di studio non gli hanno portato il benessere, ed ora nemmeno gli garantiscono il diritto alla pensione: un San Girolamo anziano e bisognoso ruggisce la sua rabbia.